martedì 27 gennaio 2026
. innanzitutto complimenti al Comune per l'intuizione, per aver fatto entrare un artista di Novate, un artista italiano, moderno, che ha vissuto un lungo tragitto, dentro la vostra aula più ampia, dentro il corpo stesso della cittadinanza. .conosco Padre Fumagalli dal 1944, io ero ragazzo e anche lui. Ricordo le discussioni che si facevano in treno, scendendo la mattina a Milano. Già da allora, spesso, il tema del nostro confronto amicale riguardava la disposizione di Padre Fumagalli alla pittura del simbolo in contrasto con la mia che, per incapacità di arrivare al simbolo, era una pittura della carne, della realtà. .questo bellissimo dipinto, quasi un'affresco, riprende la tradizione della grande pittura fondata sui simboli, sulle immagini emblematiche della civiltà e della religione, immagini che qui si uniscono con una tensione abbastanza unica, così come si uniscono e si risolvono le tensioni di tutto il cammino artistico di Ambrogio e di gran parte della pittura moderna. . stamattina, entrando qui e vedendo il trittico, ho provato un sentimento di ammirazione, di gioia, di serenità e anche d'invidia per lui che ha questa serenità, e di angoscia per chi, come me, queste serenità non possiede. . vi devo dire che la mia preferenza va per il pannello centrale dove stranamente - o volutamente - appare, per grazia, la colomba della pace: sembra la trasformazione di aerei, di missili, in colombe della pace, ma sembra anche la discesa dello Spirito Santo. Il tono più bello è, appunto, questa capacità, questa certezza che ci sarà la pace, che è possibile avere la pace. . la novità di questi tre pannelli è che questo lungo fregio è, in verità, intriso di ricorsi figurativi antichi del grande rinascimento. L'ho visto, in modo addirittura emozionante, nel pannello della danza dei bambini di tutte le razze riunite in questa specie di festa, che, speriamo, arrivi presto. Del resto tutta l'arte è fatta di citazioni, da quando l'uomo ha disegnato il primo segno nelle grotte ha continuato poi a citarsi, perché ognuno è figlio di un padre ed ha memoria dei propri padri. . la commistione tra civile e religioso, tra bellezza ed estetica, tra recupero della storia e attualità, è in quel pannello segnato in modi espliciti. I pittori tornano ad essere pittori che agiscono anche per un fine storico, civile e religioso. Fumagalli è un pittore molto disposto ad ascoltare le ragioni dei committenti che sono poi le ragioni del suo paese d'adozione, perché è una cosa molto bella che per questa impresa si sia scelto un pittore di Novate. . non mi pare casuale che l'inaugurazione di questo grande pannello, sulla pace serena e proposta come sicura meta, venga poco prima di Natale, è veramente il giorno della pace, anche se lentamente, lo stiamo trasformando in un giorno di odiata, di demente festosità.
Novate Milanese, 15 Dicembre 1985
Note biografiche
Trittico della pace
Monumento ai caduti
Sala Fumagalli, presso Villa Venino