martedì 7 marzo 2017 Ore 10:00
Un Amico Accanto
Liberamente ispirato a Un amico per Dragone di Dav
Pilkey
Drammaturgia e regia: Monica Mattioli e Monica Parmagnani
Con Monica Mattioli e Alice Bossi
Scenografia: Luca Fontana
Disegno Luci: Cinzia Airoldi
Spettacolo dai 3 ai 7 anni e famiglie
Questa è la storia di un piccolo dragone che è al mondo
"solo".
È strano il nostro piccolo dragone. O forse strano proprio non lo
è: si porta dentro al cuore la convinzione che esista al
mondo un altro con cui dividere lo spazio, il tempo, il gioco, i
suoi pensieri. Ed è convinto che l'incontro con l'altro lo farà
stare bene: sicuramente meglio dello stare da solo. Quest'altro in
verità lui non sa come possa essere però vuole trovarlo e averlo
accanto, per colmare il vuoto, il buco, l'ombra che non riesce a
prender forma.
Ed è perciò che non si trattiene e parte, per andare verso
l'ignoto a braccia spalancate.
TRAMA
Drotto, il dragone, viaggia trasportato da un palloncino alla
ricerca di un amico. Incontra strane creature con le quali cerca
invano di entrare in relazione. Quando ogni speranza sembra perduta
ecco, sul suo cammino, una mela, la prima che lo chiamerà col suo
proprio nome. Per Drotto questo è il regalo più bello della
sua vita.
Torna a casa e da quel momento la mela sarà sempre con lui.
Giocheranno, si ascolteranno, staranno in silenzio, dormiranno e si
sveglieranno insieme. Ma arriva un punto in cui a Drotto la mela
appare un po' ritrosa e non gli parla più.
La mela in realtà non aveva mai parlato: uno scherzo aveva indotto
Drotto a credere che la voce che al momento del loro incontro,
pronunciava il suo nome fosse della mela. Ma Drotto è
convinto che la mela stia poco bene, si preoccupa, e nel momento in
cui va a cercare qualcosa per curarla, un tricheco affamato passa
di lì e se la mangia fino al torsolo.
Per Drotto è un'amara e triste sorpresa. La copre, la scopre,
tenta disperatamente di riportarla in vita. Ma non c'è niente che
possa fare. Allora un gemito gli sale dal profondo. Sotterra il
torsolo, si affaccia alla finestra e lì rimane per lungo tempo
triste e nuovamente solo. Intanto i giorni e i mesi passano e
Drotto torna piano piano a vivere. E dopo l'autunno, l'inverno e
laprimavera giunge l'estate: un albero cresce proprio dove Drotto
ha seppellito la sua mela. Sui rami son spuntate tante nuove
mele.
TEMATICHE E RIFERIMENTI ALL'ESPERIENZA DEL BAMBINO
Il bambino, che si affaccia al mondo, muove i suoi primi passi
andando a ricercare cose che ancora non conosce: attraverso il
contatto e la prossimità, stabilisce una relazione con ciò che gli
è attorno, e attraverso essa conosce e apprende.
Anche il nostro protagonista, un piccolo dragone è attratto
fatalmente da ciò che lo circonda. Egli conosce il mondo attraverso
uno spontaneo e naturale atteggiamento grazie al quale egli dona
agli altri ciò che possiede, e al contempo desidera intimamente
ricevere a sua volta, per essere riconosciuto e per sentirsi parte
di una relazione di amore.
Drotto, il nostro protagonista, nel suo viaggio porta con sé tante
cose, per farne dono all'amico che spera di poter trovare: un amico
di cui non conosce aspetto, in cui poter riflettere il proprio
essere speciale e unico.
Le creature che incontra e sfiora occupano porzioni di spazio,
emettono suoni, producono rumori per un tempo breve ma sufficiente
a illudere il dragone d'essere chiamato, riconosciuto.
Sperimenta con ognuno un diverso punto di contatto: giocare, stare
abbracciati, ridere, volare…ma poi le creature spariscono, per
nulla disposte a uscire dal loro guscio e mettersi in
relazione.
Drotto fa esperienza dell'attrazione, dell'indifferenza, del
respingimento e continua a cercare; desidera talmente un amico e
d'essere chiamato che appena gli vien fatto credere per scherzo che
una mela parli e lo saluti pronunciando il suo proprio nome, egli è
immediatamente certo che questa mela sia l'amica che ha cercato
tanto. Poco importa se poi la mela si comporti come mela.
L'illusione è più tenace di qualsiasi verità.
Il dragone proietta su di lei tutta la sua vitalità, i suoi
bisogni, i suoi pensieri, il suo bisogno di tessere il suo mondo in
due.
Come il bambino confida totalmente nel suo orsacchiotto o
nell'amico immaginario, per Drotto la mela non è inerme, esiste nel
suo sguardo, nella sua attenzione ed egli sente di esistere e
gioire perché dalla mela è ascoltato e da lei ha ricevuto "il dono
più bello della sua vita": l'essere chiamato.
Ma come vuole la vita, Drotto sperimenterà anche il dolore
dell'abbandono: la mela morsicata da un tricheco di passaggio non
sarà più la stessa. Non sarà più l'amica accanto. Fino a che, un
giro di stagioni ancora, il maturare di mele rosse sopra gli alberi
e tutto si riaprirà alla vita, un passo avanti.
LA SCENOGRAFIA
Dei rami veri si ergono lungo il perimetro della scena: con foglie
rosse, poi completamente spogli, poi bianchi di neve e infine con
boccioli colorati disegnano le quattro stagioni in cui si dipana il
tempo del racconto.
La casa del dragone, da cui parte e a cui ritorna, è una
finestra-cornice che si alza e abbassa a mano rimanendo sempre in
scena.
Entrano inoltre, nel cantone della casa, due sedie e un tavolino
solo quando vi approda Drotto con la mela.
La carta con la quale Drotto inventa forme, rifinisce la sua casa:
di carta son fatte in parte le sedie e la tenda. La carta è
l'elemento che contrassegna la casa del dragone e contamina
l'ambiente esterno.
La scenografia è essenziale. Le creature che entrano a popolare la
scena animano veri e propri quadri che sembrano nascere da un sogno
surrealista.
La mela è una mela vera.
FONTI
Un amico per Dragone di Dav Pilkey
Compagnia Teatrale Mattioli
Associazione Culturale
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