lunedì 14 luglio 2014 Ore 21:30
Cinema in Villa Venino - Grand Budapest Hotel
Film di Wes Anderson con Ralph Fiennes, F. Murray
Abraham,
Mathieu Amalric, Adrien Brody, Willem Dafoe - Stati Uniti,
2014 - 100 minuti
Monsieur Gustave è il concierge ma di fatto il direttore del
Grand Budapest Hotel collocato nell'immaginaria Zubrowka. Gode
soprattutto della confidenza (e anche di qualcosa di più) delle
signore attempate. Una di queste, Madame D., gli affida un prezioso
quadro. In seguito alla sua morte il figlio Dimitri accusa M.
Gustave di averla assassinata. L'uomo finisce in prigione. La
stretta complicità che lo lega al suo giovanissimo neoassunto
portiere immigrato Zero gli sarà di grande aiuto.
Per occuparsi di questo film di Wes Anderson (presentato in
apertura alla 64^ Berlinale) è necessaria una premessa di carattere
letterario. Il film è dedicato a Stefan Zweig, scrittore austriaco
tra i più universalmente noti tra gli anni Venti e Trenta. Animato
da un convinto pacifismo si vide bruciare nel 1933 ciò che aveva
scritto dai nazisti. È alle sue opere (tra cui un solo romanzo) che
il regista ha dichiarato di ispirarsi per questo ennesimo viaggio
in un mondo tanto immaginario quanto affollato di riferimenti alla
realtà. A partire da quella che potrebbe sembrare solo una
raffinata scelta tecnica e che invece diviene una precisa
indicazione di senso. La ratio del film (cioè il formato della
proiezione) cambia tre volte e finisce con lo stabilizzarsi sulla
cosiddetta "academy ratio" che è stata quella della storia del
cinema classico fino a quando arrivarono il CinemaScope e il
VistaVision. Questo ci rivela come Anderson abbia voluto rifarsi
alle opere dei Lubitsch e dei Wilder innervandolo con il suo ormai
classico caleidoscopio di situazioni e di attori. Perché in questa
occasione ai quasi immancabili Bill Murray ed Owen Williams si
aggiungono new entries che vanno da Ralph Fiennes a Murray Abraham
passando per l'esordiente Tony Revolori che non solo si carica del
ruolo di coprotagonista ma finisce con il rappresentare l'immigrato
costantemente nel mirino di tutti i razzismi grazie anche al suo
volto che è quasi un coacervo di etnie (figlio di guatemaltechi
sembra talvolta arabo e talvolta ebreo). Come il Chaplin de Il
grande dittatore e il già citato Lubitsch di Vogliamo vivere
Anderson vuole farci sorridere delle innumerevoli avventure a cui
sottopone i suoi protagonisti. Questo però non cancella, anzi
accentua, la riflessione su quelle frontiere che troppo a lungo in
Europa hanno costituito punti di non ritorno per decine di migliaia
di persone arrestate e fatte sparire e oggi si ripresentano con
altre modalità meno tragicamente evidenti ma sempre
fondamentalmente ostili.
Questo film però vuole essere anche, fin dal suo tanto astratto
quanto acutamente lieve inizio, una riflessione sull'arte del
narrare. Un'arte che può permettersi di parlare della realtà
profittando di quanto di meno realistico si possa escogitare. Le
stanze del Grand Budapest Hotel sono innumerevoli quanti i
personaggi che le abitano o vi entrano anche solo per
un'inquadratura. L'instancabile e vivace fantasia di Anderson
possiede la chiave di ognuna di esse.
INGRESSI
INTERO € 4,50
RIDOTTO € 3,50 studenti under 26 over 65
Inizio proiezioni ore 21,30
Villa Venino - Largo Padre Ambrogio Fumagalli, 5 Novate
Milanese
È previsto un punto ristoro dalle ore 20,30
Le proiezioni si terranno anche in caso di mal tempo
Info: Ufficio Cultura
Largo Fumagalli, 5 - tel. 02.35473272/309
villavenino@comune.novate-milanese.mi.it








